COLAZZA

L’età antica a cui sono riferibili i documenti di Colazza è quella romana, come indica il ritrovamento di due monete (una nel 1986).
La moneta ritrovata in anni precedenti riproduce il volto di Julia Mammea (235 d.C.). Anche il nome del paese stesso presenta probabilmente una radice di tipo romano: “col”, dicono le fonti, potrebbe essere stato ispirato dalle numerose colline e, forse, dal “colare” delle tante sorgenti presenti in zona.
I successivi dati storici risalgono al 962, quando Ottone I fece passare da Colazza le sue milizie imperiali, che si recavano ad Orta per porre assedio al castello di San Giulio e liberare la regina Willa, moglie di Berengario.
Proprio sul percorso presumibilmente seguito dalle milizie di Ottone I, antico passo collinare ancora esistente e percorribile, fu trovata la moneta di Julia Mammea. Per il periodo seguente la storia di Colazza diventa quella del Vergante: fu coinvolta nelle lotte politiche, feudali, nelle quali alla fine, dal XIII secolo, prevalse la dinastia dei Visconti che sembra abbia lasciato le sue tracce proprio in una zona di Colazza conosciuta come “Il Castello”.
Fu Vitaliano Borromeo che pose fine al dominio dei Visconti nel 1441 quando, investito della carica di Consigliere Ducale, ebbe in cessione Cannobio e Lesa con tutto il Vergante.
In questo lontano periodo la vita quotidiana di Colazza si basava sulla pastorizia, sul commercio di animali e merci con i paesi limitrofi, attraverso i valichi montani che la collegavano al Lago Maggiore e Lago d’Orta, Un’altra delle attività dominanti era lo sfruttamento dei boschi per la produzione di carbone di legna. Colazza riforniva persino la città di Milano. Oltre ai già citati ritrovamenti di monete, documentano in modo percepibile la storia antica di Colazza la fondazione della Chiesa di San Bernardo d’Aosta (o di Mentone) e le tracce del castello riconoscibili in un muro di via Umberto I. Nel 1814, dopo le vicende napoleoniche, Colazza divenne possedimento dei Savoia.
Tra il 1940 e il 1945, con lo scoppio della seconda guerra mondiale, Colazza fu teatro di imprese partigiane, particolarmente numerose nel territorio del Vergante. Anche Colazza fu attraversata da truppe militari e fu soggetto a di rastrellamenti. All’inizio del Novecento in piazza san Bernardo venne costruito un mulino di cui rimangono alcune ruote in pietra nel luogo in cui sorgeva. Fino intorno lla metà del Novecento molti colazzesi erano boscaioli: un’attività era la produzione di ceppi per macellai, “sciuch par i macelar”, che venivano spediti in tutto il mondo. Tra le costruzioni erette in questi anni sono da citare alcune ville dai raffinati caratteri liberty. Piuttosto incerte sono state anche le vicende amministrative di Colazza: nel 1928, con regio Decreto del 18 marzo 1828 n. 701, il Comune di Colazza divenne una frazione aggregata , con Corciago e Tapigliano, a Pisano.
Bisognò attendere fino al 5 febbraio 1955 perché Colazza ritornasse ad essere Comune autonomo.
Storia del territorio comunale e dei monumenti storici sia religiosi che civili, fotografie Attuali o Storiche che rappresentano detti monumenti ed altre notizie varie sia del capoluogo che delle eventuali frazioni.

colazza lavatoio

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